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Parco della Murgia Materana

La Murgia materana, oltre ad una originale natura, conserva le più affascinanti vestigia della civiltà rupestre presenti in Italia, offrendo una varietà di elementi storici che consentono di distinguere le culture diverse che si sono succedute nel corso dei millenni. Culture tutte ancorate ad un ambiente naturale particolare che ha formato e condizionato l’identità delle stesse. Il popolamento della Murgia risale a tempi molto antichi e non mancano a conferma di questo, stazioni risalenti al Paleolitico e al Neolitico. Nell’area del Parco sono presenti esempi di grande importanza come la "grotta dei pipistrelli" ed i villaggi fortificati ubicati nelle contrade della Murgecchia, Murgia Timone e Tirlecchia. La Murgia era il regno dei pastori e dei mandriani, una vera e propria classe sociale che con i suoi riti e tradizioni offriva un notevole contributo alla "civiltà contadina" e più in generale a tutta la civiltà rupestre che oggigiorno, attraverso lo studio e la ricerca, acquista il valore storico che le compete. Una civiltà che ha avuto la sua massima espressione nel fenomeno delle chiese rupestri che rendono la Murgia partecipe, unitamente alla Cappadocia con le sue valli di Goréme ed Ilhara, della Siria, della Tunisia o del lontano Tigrai, del grande fenomeno rupestre del bacino dei Mediterraneo. Un patrimonio considerato un "unicum" nel suo genere, largamente conosciuto, fin dal lontano 1958. Una battaglia oggi parzialmente vinta, ma con perdite dolorose seminate lungo il difficile percorso della tutela durante questi ultimi anni. Chiese rupestri rase al suolo o orribilmente saccheggiate, affreschi asportati o vandalicamente deturpati, jazzi o masserie storiche ridotti in rovina per incuria o abbandono o, il più delle volte oggetto di atti vandalici, cave aperte in spregio di ogni valore paesaggistico, tante violente ed antieconomiche modifiche colturali e tante piccole discariche abusive. Questo lo spettacolo che ci viene incontro compiuto nei tempi brevi intercorsi dalla prima richiesta di tutela ad oggi. In trenta anni un patrimonio che si era conservato quasi intatto per secoli, dimezzato nelle sue preziosità naturali e storiche. E’ del 1978 la legge regionale che individuava, per questa area murgica, la realizzazione di un Parco, unico strumento in grado di offrire, in equilibrio, tutela e sviluppo.

3,00

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